Roberto Cristaudo
Viaggio in posti che non conosco,
fotografo e scrivo cose che non so.
Viaggio in posti che non conosco,
fotografo e scrivo cose che non so.
Viviamo in un’epoca affollata di risposte pronte, di esperti di tutto e di geografie consumate in fretta attraverso uno schermo.
Io preferisco rallentare e fare un passo indietro.
Credo che l’unico modo autentico per incontrare il mondo sia quello di spogliarsi delle proprie certezze. C’è una bellezza profonda, quasi socratica, nel presentarsi davanti a una nuova realtà con l’atteggiamento più umile: quello di chi sa di non sapere.
Non viaggio mai per confermare ciò che già conosco, ma piuttosto per lasciarmi sorprendere dall'inedito. Non fotografo per catturare trofei visivi, ma per porre domande alla realtà attraverso l'obiettivo. E non scrivo per dare lezioni a nessuno, ma per ordinare i pezzi di quel meraviglioso caos
che è l'incontro con l'altro.
Questo spazio non è la mappa di un tuttologo. È il diario di bordo di un viaggio che comincia ogni volta da zero, dove ogni posto nuovo è un'occasione per imparare e ogni fotografia è un tentativo di comprendere.
Perché, alla fine, solo quando accettiamo di non sapere nulla di un luogo o di una persona,
quel luogo o quella persona può iniziare a raccontarsi davvero.